You are here

September 2012

Durante i mesi del Ramadan proseguiva il lavoro di ricerca dei materiali di logistica per accogliere la nuova squadra di lavoratori. 

Per ultimare gli ultimi dettagli Musafir decise di tornare a Lamu dove era anche più semplice incontrare i nuovi fundi (costruttori). 

Poco prima di partire però, alcune voci su scontri tra due tribù in zone poco lontane cominciavano a circolare. 

Una volta a Lamu le stesse voci cominciarono a crescere di intensità includendo episodi di gente in fuga dalle proprie case.

Le ragioni di questi scontri hanno radici lontane nel tempo e le dinamiche non sono di facile giudizio.

Qualunque esse siano, non sono sufficienti e giustificare i più di cento corpi scoperti in due fosse comuni. 

Per approfondimenti:

http://www.reuters.com/article/2012/09/18/us-kenya-clashes-idUSBRE88H16S20120918

Dopo quasi un mese di assenza da Kipini era necessario verificare cosa stava realmente accadendo. Due Musafir hanno deciso di tornare al cantiere ma senza prendere i mezzi di trasporto locali. Si sono avvicinati a Kipini attraversando la savana a piedi per parlare con i contadini e valutare la situazione gradualmente.

Il viaggio è durato 2 giorni, completamente immersi in una natura selvaggia e meravigliosa.

Ad incoraggiarli a proseguire, un evento straordinario. Un arcobaleno lunare.

A Kipini c'era una presenza massiccia dell'esercito ed era stato imposto il coprifuoco.

Il villaggio in se stesso non era stato interessato dagli scontri ma la gente era terrorizzata da quello che aveva visto.

Due villaggi bruciati e persone costrette a partire con quel poco che possiedono caricato sulla testa per raggiungere la strada principale a 40 km.

L'esodo continuò per giorni e, come spesso accade, il ruolo dell'esercito era tutt'altro che coerente e comunque lontano dalla posizione di garante che si prefigge di avere.

Si ha avuto l'impressione che la presenza del progetto sia stata un deterrente al diffondersi delle violenze. Molte autorità hanno infatti visitato il cantiere in questo periodo.

Da parte nostra, è stato scelto un approccio neutrale. Non siamo li per giudicare e imporre ad altri come è giusto comportarsi. 

Ognuno di noi deve sempre rispondere alla propria coscienza.